Il seguente articolo è stato pubblicato il 13 settembre 2008 su grillireggiani.it
Una legge popolare per dire basta ai dirigenti nominati dai partiti
Una legge regionale di iniziativa popolare per rivoluzionare le nomine dei dirigenti di enti, consorzi e società a partecipazione regionale perché siano più trasparenti e accessibili e siano vagliate dai cittadini via internet, perché l’incarico non possa cumularsi ad altri e ci sia un tetto nelle retribuzioni (non più del 50% dell’indennità di un consigliere regionale) e non si nominino condannati in via definitiva. E’ la proposta degli Amici di Beppe Grillo di Bologna, Imola, Modena e Reggio Emilia che da sabato raccoglieranno le firme a Bologna come prima tappa regionale di questa ‘battaglia d’autunno’ (ne servono 5.000).
A un anno dal primo V-day organizzato dal comico genovese proprio sotto le due Torri, i ‘grillini’ emiliani hanno deciso di passare alla proposta per lottare contro la Casta. E così ispirandosi a una proposta di legge simile presentata nel Friuli Venezia-Giulia dalla lista civica ‘Cittadini per il presidente’ che sosteneva la candidatura di Riccardo Illy al vertice della Regione (progetto bocciato), hanno elaborato una bozza (con l’assistenza di Graziano Pini, giurista dell’Università di Modena e Reggio) che sarà ‘testata’ dai cittadini.
Un provvedimento diverso da quello dell’Italia dei valori, perché quello degli Amici di Beppe Grillo, vieta espressamente di dare più incarichi ad una persona. “Ad oggi queste nomine sono fatte dal presidente della Regione Emilia-Romagna nel chiuso delle stanze di potere – denuncia Laura Frascaroli del Meet Up bolognese alla conferenza stampa – e non si conoscono curriculum, compensi, non si sa se ci sono rose di candidati o se la persona nominata è designata”. E non c’è nemmeno un limite agli incarichi: “Abbiamo contato ad esempio quelli della presidente dell’Aeroporto di Bologna Giuseppina Gualtieri, che ne ha sette e quelli di Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio, che ne ha 14“, sottolinea Frascaroli. I Meet Up di Bologna, Imola, Modena e Reggio Emilia, promotori dell’iniziativa (che giurano si sta già diffondendo grazie al tam tam dei forum in tutta Italia per arrivare a presentare lo stesso documento in ogni Regione), contestano anche un provvedimento simile presentato dal capogruppo dell’Idv in Assemblea legislativa Paolo Nanni. “Lui ha fatto una sua proposta, che non contiene alcun limite alle retribuzioni e agli incarichi”.
In particolare il progetto prevede che i responsabili di enti e società dipendenti dalla Regione non siano più nominati “dalle segreterie di partito, perché amici di qualcuno o per scambio di favori”, bensì scelti in base al proprio curriculum che, pubblicato on line e dopo un primo vaglio dei cittadini, sarà deciso da un’Autorità di garanzia on line e i cittadini hanno 30 giorni di tempo per dire la loro. Viene istituita un’authority che vaglia e scarta i profili non idonei e alla fine la nomina rimane in capo alla politica, perché nella cosa pubblica non possono entrare interessi privati”, formata da tre manager o professori universitari eletti dal presidente della Regione e da una parte della maggioranza e della minoranza dell’ente. “Ogni persona- spiega Frascaroli- può candidarsi, il curriculum deve essere messo
Per poter partecipare al toto-nomine regionali (stimate dagli Amici di Beppe Grillo in circa 250, che riguardano i più svariati enti: dal Centro per la patata di Budrio in provincia di Bologna, all’Arni, dal Corecom alla Fondazione Toscanini di Parma, dall’Apt servizi alle Camere di commercio), non si deve essere stati condannati in via definitiva, bisogna essere laureati ed aver già ricoperto per cinque anni un ruolo dirigenziale con “comprovati risultati positivi”. E gli stipendi non potranno essere superiori al 50% dell’indennità di un consigliere regionale. Su questo punto, comunque, precisa Frascaroli, “siamo aperti al confronto, anche se tre anni fa un consigliere percepiva 7 mila euro netti in busta paga, cifra quasi raddoppiata dalle indennità
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Articolo scritto da Marina Bortolani il 16 settembre 2008 uscito su reggionelweb.it/articolo.asp?file=a284pini.xml
“Basta nomine discutibili dei soliti amici degli amici negli enti pubblici”
Prof. Pini, ci parli del progetto di legge per la trasparenza delle nomine che volete depositare.
Stiamo raccogliendo le prime trecento firme in tutta la regione per presentare questa proposta di legge di iniziativa popolare che tende a rendere più trasparenti, qualificate, parsimoniose, non cumulabili, le nomine regionali in enti e organizzazioni, oggi fatte secondo criteri, diciamo, molto discutibili.
Da cosa nasce l’idea in origine?
Sono stato contattato da alcuni ragazzi dei Meetup di Grillo di Reggio, Modena e Bologna, mi hanno parlato della cosa, gli ho spiegato che non era così semplice tenere conto di tutto quello che già c’era e fare una cosa seria, non demagogica. Siamo riusciti a fare qualche passo insieme, vedremo in futuro…
Come avvengono le nomine oggi?
Come tutti sanno le nomine avvengono quasi di nascosto, con la minima pubblicità possibile, privilegiando appartenenti a partiti e amici degli amici senza alcuna attenzione alla professionalità ed esperienza specifica, cumulando gli incarichi e concedendo anche tanti soldi.
Si tiene conto della meritocrazia in tali nomine?
Magari!! credo sia un criterio praticamente inesistente.
Lei nella scorsa legislatura era Consigliere Regionale per la Margherita. Continua ancora il suo impegno politico? In che modo?
Sono stato capogruppo dei Democratici, poi finiti nella Margherita e ora nel PD; io ho fatto lo stesso percorso, non so ancora con quale seguito. La soddisfazione maggiore è coordinare una associazione bi-partisan, Pensiero Libero, che si occupa di cose serie e concrete (innovazione e sviluppo economico, la scuola e la famiglia, i costi della politica, l’immigrazione e la sicurezza…) e poco di voli pindarici su destra e sinistra, conservatori e progressisti a cui non riesco ad appassionarmi.
Alle vostre iniziative partecipano aderenti e simpatizzanti da tutta la regione, cosa chiede la gente in particolare oggi?
Dai primi contatti la gente ci segnala la stanchezza nel sentire sempre le stesse menate senza alcuna concreta conclusione e ci dice che questo governo, volenti o nolenti, sta facendo cose giuste e attese da decenni, e sperano che i proclami si trasformino in atti in tutti i campi.
Lei è uno stimato professore universitario: dal mondo politico ha ricevuto avances? Come ha risposto?
Credo di essere troppo scomodo per ricevere proposte vere e credibili, sanno che non obbedirò ai leader se non li condivido; se mi hanno fatto avances non credo le manterranno. A me tuttavia piacerebbe molto essere messo alla prova di nuovo come pubblico amministratore, magari in settori che oggi non funzionano. vorrei dimostrare che il settore pubblico può funzionare bene se opportunamente guidato e controllato.
Perché quest’avventura del progetto di legge insieme agli Amici di Beppe Grillo?
Sono ragazzi in gamba davvero, non credevo…c’è da avere speranza nei giovani. Me l’hanno chiesto, ne vado orgoglioso.
Secondo lei quali risultati si raggiungeranno?
Maggiore coscienza nella gente, qualche timore in più nella classe dirigente dei partiti che temono spallate alla loro quieta “sistemazione a vita”.
Marina Bortolani