Secondo un’intervista recente a Lawrence Lessig, il maggiore esperto mondiale di diritto di rete, la rete e la trasparenza sono un mezzo per salvare la democrazia dalla corruzione. Riportiamo qui alcuni passaggi «La Rete offre potenzialità di interazione straordinarie per ripristinare una partecipazione attiva e la credibilità di istituzioni screditate dal lungo rapporto privilegiato con i potentati economici, vanno colte dai cittadini, ma soprattutto dal mondo politico che determina le regole della nostra società (…) La libertà da limiti e la capacità di attivare l’indipendenza sono costate a Internet una lunga esclusione, ma sono la libertà e l’indipendenza dirompenti di cui c’è bisogno ovunque (…)» «grazie a Internet, si può creare un network globale di solidarietà attorno a certi grandi temi. Certo, sarà una dura battaglia, ma da qualche parte bisogna cominciare a partecipare, rimboccandosi le maniche, se si vuole salvare la democrazia: è un inizio».
La TRASPARENZA, che è il punto cardine del nostro PdL anti-Casta (vedi pagina “La Legge”), è l’unica salvezza contro i sistemi oscuri e corrotti. La rete, intesa non solo come rete internet ma come insieme di persone che si aiutano e si scambiano vicendevolmente informazioni, è sempre stata ed è tuttora un obiettivo di questo gruppo, che tramite il mezzo Meetup ha invitato cittadini indipendenti di tutte le regioni d’Italia a presentare, con le dovute modifiche basate sul proprio Statuto e sulle differenti leggi regionali che regolano le nomine, la legge anti-Casta nella propria regione. Per il momento ha risposto la Liguria. Alla Liguria PER ORA è andata male.
Perchè questo PdL abbia qualche speranza, in Emilia-Romagna come in altre Regioni, la mobilitazione deve essere collettiva e nazionale. Bisogna che se ne parli. Per info e sostegno scrivete a leggeanticasta@gmail.com
LIGURIA
Anche in Liguria hanno presentato la legge regionale anti-Casta, ma, diversamente dall’Emilia-Romagna, in Liguria l’hanno rifiutata perchè:
1) ”il progetto di legge prevede nuove spese, senza che le stesse siano quantificate”
2) “alcune disposizioni previste nel progetto di legge potrebbero essere riconducibili alla materia “ordinamento degli organi e degli uffici regionali” (di cui all’articolo 10, 1° comma dello Statuto)”
Leggi la comunicazione della Regione Liguria: motivazioni rifiuto Liguria
Della seconda motivazione non si hanno spiegazioni approfondite, che sono dovute dalla Consulta di Garanzia Statutaria ligure che ha peccato di sommaria superficialità, mentre la prima motivazione è falsa.
Infatti l’art.7 della legge in merito ai compensi dei tre membri dell’Autorità di Garanzia delle nomine viene specificato “Ai componenti dell’Autorità è attribuita un’indennità mensile di funzione, per dodici mensilità, il cui importo è pari al 30% dell’indennità di carica del Consigliere regionale. Al Presidente è inoltre attribuito un compenso aggiuntivo pari ad un quinto di quello degli altri membri”, mentre i costi di funzionamento sono descritti nell’art.6 e saranno decisi di concerto con la stuttura regionale.
Leggete infatti, come ha risposto la Consulta dell’Emilia-Romagna (punto 7 pagina 4)
TRENTINO ALTO-ADIGE
Buone notizie! siamo su http://www.paolomichelotto.it/blog/category/democrazia-dal-basso-in-italia/ e Paolo Michelotto si propone di presentarla nella sua Regione. Siamo molto felici della notizia, se in tutte le regioni trovassimo persone interessate a presentarla, potremmo davvero riformare il sistema delle nomine in Italia!
[...] simile è stata portata alla Regione Liguria e anche lì è stata [...]
[...] Regioni [...]