Nomine Comunali

 

Abbiamo scritto una CARTA DELLE REGOLE per le nomine comunali pubblicata sul Resto del Carlino il 28 aprile 2009. La riportiamo di seguito nella versione integrale*. 

Abbiamo chiesto a persone con competenze in materia di darci un loro parere su questa Carta. Saremmo felici di avere più contributi possibili per migliorarla, quindi chiunque ispirandosi a questa prima bozza volesse mandare la propria versione può farlo alla mail leggeanticasta@gmail.com e noi la pubblicheremo in questa pagina. Riportiamo di seguito il contributo di IVAN CICCONI:

CARTA_DELLE_REGOLE_contributi_Ivan Cicconi

L’attuale sindaco di Bologna Flavio Delbono si è pronunciato in merito a questa Carta (vedi articolo di seguito del 19 giugno) in una breve intervista che ci ha rilasciato a ridosso delle elezioni, dicendosi a FAVORE DEL DIVIETO DI CUMULO.

Il 31 luglio c’è stato il Consiglio Comunale per definire gli indirizzi per le nomine e le designazioni comunali presso enti, aziende, Società e istituzioni. Il PD HA VOTATO CONTRO gli emendamenti sulla trasparenza e sul divieto assoluto di cumulo delle cariche, presentati dal consigliere Favia su nostro consiglio. D’altronde era in buona compagnia, infatti hanno seguito a ruota ITALIA DEI VALORI, RIFONDAZIONE E SINISTRA DEMOCRATICA.

*CARTA DELLE REGOLE
Decalogo per le nomine nelle società controllate o partecipate dal Comune di Bologna

PREMESSA

1) Le Aziende che operano esclusivamente o prevalentemente per il Comune debbono essere organizzate ed amministrate come Enti Pubblici e non come Società di diritto privato. Laddove sussistano situazioni che contrastano con i criteri enunciati, il Comune deve operare impegnandosi perché i criteri enunciati siano realizzati in tempi brevi.

2 ) Nessuna Società di diritto privato può avere il Comune come primo cliente per volume di lavoro. La partecipazione del Comune in Società di diritto privato che sono fornitrici del Comune non deve essere di controllo, (che produce una situazione di conflitto di interessi tra cliente e fornitore o configura una attività imprenditoriale al di fuori della missione pubblica), ma può al più avere partecipazioni di minoranza al solo scopo di permettere al Comune una visibilità diretta dello stato patrimoniale, gestionale ed amministrativo di dette società. Laddove sussistano situazioni che contrastano con i criteri enunciati, il Comune deve operare impegnandosi perché i criteri enunciati siano realizzati in tempi brevi.

CHI E COME SCEGLIE I NOMINATI

3) Alla scadenza di un incarico in un Ente Pubblico o in una Società partecipata dal Comune di Bologna per il quale il comune abbia diritto di indicazione del proprio candidato, il Sindaco bandisce apposito concorso per raccogliere le candidature di quanti ritengano di avere titoli e competenze per ricoprire i ruoli indicati. Le regole per la pubblicazione del Bando debbono rispondere ai seguenti criteri:
- uso di mezzi di pubblicazione di ampio e facile accesso, in particolare Internet;
- congrua anticipazione della pubblicazione rispetto alla scadenza del Bando che non può essere prima di tre mesi dalla data della sua apparizione su Internet;
- pubblicazione dei curricula dei candidati con lo stesso strumento di pubblicazione del bando;
- il Sindaco sceglie il candidato da nominare (nel caso di Ente Pubblico) o da indicare all’assemblea (nel caso delle Società di diritto privato)  e deve produrre una motivata relazione sulle motivazioni della propria scelta che deve essere anche essa pubblicizzata su Internet.

CRITERI DI ESCLUSIONE

4 ) Il candidato prescelto o la sua organizzazione di provenienza non possono avere avuto rapporti di affari significativi con la struttura pubblica per la quale si candida nei 3 anni precedenti la nomina. I criteri quantitativi che determinano il livello limite dei rapporti d’affari significativi debbono essere esplicitati nel bando.

5) Il Comune non può indicare il Direttore Generale, un Consigliere, il Presidente, l’A.D. o un membro del Collegio Sindacale di un ente partecipato, o nominare per cariche direttive in un Ente Pubblico afferente al Comune, chi negli ultimi 5 anni abbia lavorato in una associazione di categoria o sia stato a rappresentante di interessi di categoria o abbia fatto di mestiere attività politica nell’ambito di partiti e/o movimenti organizzati o si sia candidato in liste politiche.

6) Il Comune non può proporre il Direttore Generale, un Consigliere, il Presidente, l’AD o un membro del Collegio Sindacale di un ente partecipato, o nominare per cariche direttive in un Ente Pubblico afferente al Comune, chi ha altro incarico nella stesso o in altra struttura afferente al Comune o partecipata dallo stesso, o l’abbia avuta nei cinque anni precedenti.

7) Non è candidabile chi ha una condanna anche in primo grado.

DIVIETO DI CUMULO

8 ) Un nominato non può essere contemporaneamente dipendente o dirigente in più di un Ente o di una Società partecipata del Comune. La sua remunerazione deve essere congrua con le retribuzioni praticate ai dipendenti della struttura nella quale opera (ad esempio non deve essere più di 5 volte la retribuzione più bassa praticata per i dipendenti).

INCOMPATIBILITA’ NELL’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI

9) Se i criteri di esclusione si determinano in un momento successivo alla nomina essi configurano una incompatibilità che produce la decadenza immediata dall’incarico.

RESPONSABILITÀ OGGETTIVA DEL SINDACO

10) Il sindaco ha il compito di svolgere attività di controllo dell’operato dei nominati e di verificarne i risultati raggiunti. Il sindaco si assume la responsabilità oggettiva delle performance dei candidati da lui proposti.
Redatta da:

Vincenzo Niccolò
Laura Frascaroli (https://riformanomine.wordpress.com/)

Bologna, 20 aprile 2009

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ARTICOLI:

1 Agosto 2009

Italia Dei Valori, PD, Rifondazione e Sinistra democratica, ieri hanno votano contro gli emendamenti sulla trasparenza e sul divieto assoluto di cumulo di poltrone, presentati dal consigliere Favia su nostro consiglio.

19 Giugno 2009

 Intervista a Flavio Delbono

 E’ d’accordo sul DIVIETO DI CUMULO delle nomine e sui metodi di TRASPARENZA proposti. Sul pubblicare i CURRICULUM VITAE dei candidati alle nomine prima che vengano nominati. Ha invece delle perplessità sul Bando di concorso come metodo di apertura del sistema delle nomine.

 E’ inoltre intenzionato a rendere pubblici i dati anagrafici di tutti gli eletti. Il divieto di cumulo ha precisato che già gli appartiene perchè già l’avevano introdotto in Regione. 

Per chiarezza, all’incontro di lunedì 15 giugno al circolo Mazzini, Giovani Favia consigliere comunale di Bologna della lista grillina, ha dichiarato erroneamente che la proposta di legge sulle nomine è opera dei grillini. Ci ha telefonato scusandosi personalmente dell’errore.

La legge regionale infatti, come del resto la Carta per le nomine comunali su cui si è espresso del Bono, non è opera dei grillini, ma del gruppo di cittadini liberi che si esprime su questo sito (vedi “Chi siamo”).

2 risposte a Nomine Comunali

  1. [...] proposta simile è stata quella portata al Comune di Bologna e lì bocciata dalla maggioranza (PD, IDV, Rifondazione, Sinistra Democratica) [...]

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